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eventi | grazie abruzzo | Viaggio in Abruzzo 29-30 giugno 2010
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La stessa immagine, due gradazioni di colore.
Qualcuno ci vede un'alba, qualcuno un tramonto,
ma solo chi approfondisce la situazione riesce a vedere la realta'.
Quest'immagine mi sembra che rappresenti bene
la situazione di chi vive nella Valle dell'Aterno, chi ci vive
sa che la foto rappresenta il tramonto, ma dall'esterno chissa'?
si potrebbe anche non capire quello che si vede. |
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Ecco perche' dopo un anno dall'inizio del
nostro impegno nell'Emergenza Abruzzo ed a distanza di sei mesi
dall'ultimo viaggio fatto nell'aquilano, il 29 e 30 giugno 2010
siamo tornati a Villa S.Angelo, Onna e L'Aquila.
A dire la verita' il motivo era soprattutto
un altro: la nostalgia - nostalgia dei tanti amici che ci siamo
fatti nel periodo abruzzese, nostalgia di luoghi,
paesaggi, situazioni che sono entrati dentro di noi ed ormai
fanno parte del nostro dna, nostalgia di un'umanita'
che altrove risulta difficile trovare o che forse non siamo in
grado di cercare.
Comunque sia il motivo del viaggio, dopo essere
tornati nella zona del "cratere aquilano",
ci siamo resi conto che (ancora una volta) quello che si vede
da lontano (giornali, tv,....) non sempre e' quello che si vede
da vicino.
Vogliamo percio' portare la nostra piccola
testimonianza riguardo all'esperienza vissuta. E' un'impegno
che ci siamo presi, prima di tutto con noi stessi, ma soprattutto
con quelle stupende persone con cui abbiamo parlato. |
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Anno 2009, dopo il disastro la zona dell'Aquilano
si e' riempita di soccorritori, finito il primo momento di emergenza
sono partiti i cantieri per poter dare una sistemazione provvisoria
a chi aveva perso la casa.
Tante proposte, tante corse, C.A.S.E., M.A.P.,
.... molto in quei primi mesi e' stato fatto. Sono sorte le NEW
TOWN, sono sorti i VILLAGGI MAP, in pochi mesi migliaia di persone
hanno lasciato le tendopoli per le sistemazioni negli edifici
provvisori.
Si e' parlato di "miracolo italiano"
e siamo fieri di essere stati, piccolo ingranaggio di una macchina
complessa, parte di questo miracolo e devo dire che l'accoglienza,
l'amicizia, il riconoscimento che troviamo e' sicuramente una
sensazione difficile da capire: poco abbiamo fatto e tanto ci
e' stato dato.
Purtroppo pero' non tutti hanno trovato posto
in questi edifici, molti hanno dovuto ripiegare su soluzioni
differenti in attesa di poter rientrare nelle proprie case e
tuttora la maggior parte di queste persone sono in attesa di
cio'.
Ma anche chi ha avuto una sistemazione temporanea
negli edifici provvisori vuole poter ritornare nelle proprie
case, nei propri paesi, vicino ai propri vicini. Ed e' qui che
comincia il nostro viaggio di questi giorni, un viaggio verso
la "ricostruzione". |
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Leggendo i giornali, ascoltando la radio,
guardando i servizi dei TG, si sente parlare di ricostruzione
- "la ricostruzione e' partita" - "procedono
le fasi della ricostruzione" e tanti
discorsi simili.
Fuori dal "cratere aquilano"
la sensazione o l'impressione di molti e' che l'emergenza legata
al terremoto sia ormai terminata. Tutto o quasi ricostruito e
solo poche persone che si lamentano, piu' per fini politici che
per una realta' oggettiva.
Ed invece andando di persona nel "cratere
aquilano" emerge una realta' ben differente: l'abbandono
e la paura. |
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La paura
Ormai la paura che la
terra torni a tremare si e' affievolita, ogni tanto un boato
o una scossa, ma nulla di cui preoccuparsi, ma ora arriva un'altro
tipo di paura: la paura o forse sarebbe
meglio dire il timore che nulla possa piu' tornare come prima.
Centri storici dilaniati, attivita' commerciali, professionali,
imprenditoriali ferme, posti di lavoro persi, nuove sistemazioni
abitative difficili da trovare o a costi proibitivi, questa e'
la nuova paura.
Paura di essere dimenticati e lasciati
soli senza pero' la possibilita' di agire da soli, legati a quello
che e' stato e che non si puo' cambiare.
Un abitante di Onna ci dice: "sembriamo
degli ingrati, noi abbiamo le case, belle; abbiamo la
scuola materna, bella; abbiamo la chiesa, bella,
fra poco avremo Casa Onna e poi fra alcuni anni la chiesa restaurata.
Ma..., ma ogni giorno vediamo le macerie abbandonate delle nostre
case, ma ogni giorno pensiamo a come erano le nostre case ed
il nostro paese, ma ogni giorno.... . Ecco il sisma ci ha cambiato
la vita, ma per poter riprendere a vivere abbiamo la necessita'
di ricostruire il paese li dov'era, li com'era. Ecco perche'
sembriamo degli ingrati: perche' abbiamo il bisogno di riprenderci
la nostra vita."
Un cartello e' appeso davanti all'ingresso
della zona rossa di Onna, esso recita
ed e' significativo. Infatti
di macerie anche ad Onna, cuore mediatico del terremoto, poche
ne sono state rimosse.
Il 15 settembre 2009, il giorno della consegna
del Villaggio di Onna ai suoi residenti, molti abitanti di Paganica,
Tempera... contestarono il fatto di essere cittadini di serie
B, per loro ancora non si stava facendo nulla.
Ora tutti sono cittadini di serie B, la case
provvisorie ci sono (ma non per tutti) e nulla si sta' facendo
per recuperare i centri storici distrutti dal sisma.
Il 30 luglio 2009, durante la visita del Premier
a Onna, dopo essere passati davanti ad un cumulo di macerie depositato
nei pressi del nuovo Villaggio di Onna sono stato diretto testimone
di una dichiarazione: "se entro una settimana non
si sblocca la situazione delle discariche, come Governo faremo
un decreto come quello per la Campania". Solo parole
??? Ho forse frainteso ???
Qua' e la si rimuovono le macerie, salvo poi
accatastarle lungo le strade perche' di discariche nemmeno l'ombra.

Qua' e la (soprattutto sul corso principale
de L'Aquila) si puntellano gli edifici. Ma di pura puntellazione
si parla, non di ricostruzione o recupero.
Alcuni dei cartelli di cantiere: da notare che da nessuna
parte si parla di ricostruzione.
E fuori da queste poche e limitate aree...
il nulla.
L'abbandono
Alcune foto sono significative di quello che
abbiamo trovato. Il gioco
del prima e del dopo ci trova sconfitti: nulla (o poco) e' cambiato,
anzi a volte le foto illustrano una situazione (crolli successivi)
peggiore rispetto ad un'anno fa. Di seguito solo alcune delle numerose foto che abbiamo
scattato: nel 2009 increduli
per quanto era successo, nel
2010 increduli per i 12 mesi persi. |
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PAGANICA 2009

PAGANICA 2010

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ONNA 2009

ONNA 2010


TUSSILLO 2009

TUSSILLO 2010

CASENTINO 2009

CASENTINO 2010

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ONNA 28 GIUGNO 2009: dopo aver recuperato lo specchio si
completa la "messa in sicurezza" dell'ex incrocio
ONNA 30 GIUGNO 2010: dopo un anno, poco o nulla e' cambiato

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L'abbandono 2
Poi parli di nuovo con la gente e..
...e ti senti dire di pratiche per la riapertura
di un locale che durano da oltre 12 mesi, ma ancora non si vede
la fine con rimandi da un ufficio all'altro, da un tecnico all'altro,
da un funzionario all'altro, ed intanto i posti di lavoro si
perdono, la gente si scoraggia...
... e ti senti dire di perizie che prima del
terremoto costavano 500-1000 euro ed ora ne costano 3.500...
...e ti senti dire di pratiche per il recupero
di edifici che non vengono viste, vengono rinviate, ed intanto
non si puo' lavorare, non si puo' tornare ad abitare nelle proprie
case...
...e ti senti dire di negozi che non possono
riaprire, di attivita' che non possono ripartire, di persone
che vanno via perche' non c'e' piu' speranza, di giovani che
non sanno piu' che fare, di studenti che trovano casa a 700-1000
euro per un posto letto (naturalmente al mese)...
ed allora ti chiedi cosa sta' succedendo,
perche' se quella notte "qualcuno rideva",
purtroppo anche oggi "qualcuno sta ridendo"
mentre la maggioranza piange e ti chiedi perche' nessuno o pochi
controllano e ti chiedi perche' quando gli abitanti si ribellano
non leggi nulla sui giornali, non vedi nulla in tv, non senti
nulla alla radio,
ed allora ti chiedi perche' 20.000 persone
che scendono in piazza valgono meno di un trafiletto in cronaca,
ed allora ti chiedi come fanno queste persone
che vivono nel "cratere aquilano" ad
avere la forza di continuare, ad avere giorno dopo giorno la
forza di lavorare, ad avere giorno dopo giorno la forza di aspettare,
ad avere giorno dopo giorno la forza di credere che qualcosa
cambiera',
purtroppo l'unica risposta e':
FORZA AQUILANI vi siamo
vicini
In viaggio: Farina Stefano, Isabella Andreatta,
Tony Radev, Conny Parisi
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